Title: Manuale per Scenari di Pericolosità e di Danno in Caso di Tsunami
Authors: TINTI StefanoTONINI RobertoBRESSAN LidiaARMIGLIATO AlbertoGARDI AnnalisaGUILLANDE RichardVALENCIA NathaliaSCHEER Stefan
Publisher: Publication Office of the European Union
Publication Year: 2011
JRC N°: JRC65769
ISBN: 978-92-79-19064-3
ISSN: 1018-5593
Other Identifiers: EUR 24691 IT
OPOCE LB-NA-24691-IT-C
URI: http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC65769
DOI: 10.2788/22304
Type: EUR - Scientific and Technical Research Reports
Abstract: Il manuale sugli scenari di maremoto è il risultato del lavoro svolto nell’ambito del progetto SCHEMA (finanziato dall’Unione Europea, in un periodo di 39 mesi dal 2007 al 2010) da un Consorzio di 11 partner, guidato da Geosciences Consultants. Il manuale è uno dei prodotti del progetto ed ha lo scopo di illustrare i concetti ed i metodi di base che sono stati elaborati ed applicati nel corso del progetto per produrre scenari utili per la stima della pericolosità e del danno derivante dall’impatto dei maremoti. Viene proposto un metodo generale che può essere facilmente adattato alle diverse necessità degli utilizzatori finali, che sono principalmente le pubbliche amministrazioni responsabili della pianificazione dello sviluppo delle zone costiere e dell’elaborazione delle strategie di protezione dai rischi naturali, così come le persone e le organizzazioni coinvolte nella gestione dei disastri e in politiche di mitigazione. La metodologia adottata nel progetto SCHEMA è stata applicata a cinque aree campione (Rabat, Marocco; Setúbal, Portogallo; Mandelieu, Francia; Catania, Italia; Balchik, Bulgaria) molto diverse l’una dall’altra, a riprova che essa è adattabile a una grande varietà di casi. Essa è stata testata con il coinvolgimento attivo degli utilizzatori finali, il che assicura che si tratta di uno strumento utile, pratico e sufficientemente flessibile da coprire le necessità delle singole località. Nella prima parte del manuale si definiscono i concetti di “Scenario di pericolosità” e di “Scenario di danno” in caso di maremoto, così come il concetto di “Peggior scenario credibile”. Quest’ultimo rappresenta il punto chiave del manuale, poiché il consorzio di SCHEMA ha scelto di adottare l’approccio del peggior scenario credibile piuttosto che quello basato su scenari risultanti da analisi probabilistiche. Il motivo della scelta è che si ritiene che non ci siano né conoscenze né dati a sufficienza per stimare la probabilità di tempi di ritorno dei maremoti, e quindi per ricavare i corrispondenti scenari. Il metodo è brevemente illustrato nel capitolo 3, nel quale si spiega che è costituito da tre fasi principali, ognuna delle quali suddivisibile in ulteriori sotto-fasi: 1) l’elaborazione di un certo numero di scenari di pericolosità per ogni area campione, che poi vengono combinati in un singolo scenario aggregato; 2) analisi di vulnerabilità degli elementi esposti al maremoto basata su osservazioni (derivanti da campagne di misura e da interpretazione di immagini satellitari); 3) sviluppo dello scenario di danno da maremoto. La fase 1 è descritta in moto dettagliato nel capitolo 4, mentre le fasi 2 e 3 sono illustrate nel successivo capitolo 5. Il manuale ha lo scopo di evidenziare i punti fondamentali della metodologia adottata nel progetto SCHEMA per gli scenari di maremoto, ed è perciò volutamente sintetico. Ogni dettaglio sui metodi e sulle loro applicazioni può essere trovato nei molti e dettagliati documenti (deliverables) prodotti dal consorzio durante tutto il progetto. Qui vengono illustrati solo i concetti fondamentali attraverso un numero di esempi presi dal lavoro svolto dai partner del consorzio. Il capitolo finale del manuale guarda al futuro, con enfasi sulle prossime sfide e su come la metodologia possa essere migliorata per affrontarle. In questo contesto l’argomento principale è la multi-pericolosità o, in altre parole, come gli scenari possano essere costruiti per considerare non solo i maremoti ma anche altri fenomeni pericolosi. La sfida rimane aperta nel senso che è ormai diffusa la consapevolezza i) che questo sia un serio problema e ii) che, allo stesso tempo, non ci siano metodi generali per affrontarlo.
JRC Institute:Institute for the Protection and Security of the Citizen

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